HOME

Per accedere a DESIGNBEER.it devi
essere maggiorenne, verifica la tua età!

Luppolo, malto, aromi naturali, creatività e passione Made In Italy: in DesignBeer creiamo birre originali e genuine, profumate e fragranti. Ricette speciali e personalizzabili per appagare il corpo e lo spirito, ritemprare e deliziare il gusto, impreziosire momenti importanti ed esprimere il carattere di un marchio o di un evento con le note fragranti di una birra, prodotta anche su misura.
< MORE >

BEERLOG

DESIGNBEER

Super Bowl: craft beer vs Budweiser, 1-0

3 febbraio 2015

La finale del Super Bowl americano di domenica ha fatto da cornice al lancio di una sfida epocale tra le multinazionali della birra e il mondo della birra artigianale: ha fatto scalpore lo spot che Budweiser ha prodotto e trasmesso in occasione del mega evento sportivo USA, dove il colosso statunitense della birra cerca di mettere in cattiva luce il mondo delle craft beer, mostrando in maniera inequivocabile quanto in America la birra artigianale faccia paura all’industria.

Segnale decisamente eclatante, se si pensa che il Superbowl in America è un evento mediatico di prima grandezza, con la partecipazione anche di super star della musica – quest’anno l’onore di intrattenere il grande pubblico durante l’intervallo è toccato a Katy Perry con guest star a sorpresa Lenny Kravitz -, e con prezzi esorbitanti per gli spazi pubblicitari disponibili. Ebbene, Budweiser quest’anno non solo ha deciso di accaparrarsi uno di questi spazi, ma ha sfruttato l’importantissima arena mediatica per produrre e trasmettere un costosissimo spot che attacca in maniera diretta il mondo delle birre artigianali… anche se con risultati davvero discutibili e che fanno alquanto sorridere.

Nello spot, infatti, i produttori di birra artigianale sono raffigurati come dei sofistici chimici in camice bianco attenti a dosare meticolosamente ingredienti e metodi per produrre birre particolari e ricercate – birre alla zucca e alla pesca, come recita lo spot – destinate a essere consumate da nerd, letteralmente sfigati, che compaiono nello spot come degustatori incapaci di godersi il piacere puro e crudo di una buona birra fatta alla ‘maniera forte’, Brewed the hard way… usando espressioni usurpate da Budweiser proprio al mondo del craft brewing.

Al di là di quanto, e tanto, sia discutibile la rappresentazione fatta, che ribalta di fatto la realtà appropriandosi di qualità e pregi propri invece di una genuina produzione brassicola artigianale, lo spot Budweiser ottiene esattamente l’effetto opposto, chiaro segnale di come la crescita dei birrifici artigianali sia ormai una realtà che fa grande paura alle multinazionali della birra, che per la prima volta nella storia passano all’attacco per cercare di difendersi da una svolta storica nei consumi di birra.
Una recente analisi condotta dal Wall Street Journal mostra infatti che il mercato americano della birra vede da anni un costante calo delle vendite, a fronte di una crescita continua e consolidata del comparto craft beer: se difatti nello specifico 25 anni fa Budweiser vendeva 50 milioni di barili l’anno, nel 2013 le vendite sono state di soli 16 milioni, superate, indovinate un po’, dalla vendita di birra artigianale, che ha superato i 16 milioni di barili. Come sottolinea Andrea Turco nel suo articolo su Cronache di Birra, lo spot Budweiser diventa così il più grande riconoscimento ad oggi ottenuto dalla craft beer, che oggi rappresenta l’8% della birra consumata dagli americani, contro il 2,5% del 1998.

Fonte: The Wall Street Journal, tramite IlBirrafondaio.

Fonte: The Wall Street Journal, tramite IlBirrafondaio.

Una tendenza confermata anche da un recente articolo apparso su Forbes che descrive la strategia adottata da un altro colosso americano della birra, la Ab InBev, che negli ultimi anni ha concluso una serie di acquisizioni di piccole realtà artigianali: dopo Goose Island, importante esponente della cosiddetta rivoluzione craft statunitense, e Blue Point, avvenute a marzo 2011 e a febbraio 2014, a novembre 2014 è stata la volta del birrificio 10 Barrel Brewing, mentre da ultimo, a gennaio scorso, è toccato al birrificio artigianale Elysian. Mosse la cui efficacia lascia comunque perplessi i consumatori, in quanto non fanno che snaturare e minare la qualità del prodotto, piegandolo a logiche industriali incompatibili con una concezione artigianale, limitando la capacità di sperimentare e innovare propria di un marchio di birra artigianale. Diversa è infatti tra i due mondi la concezione della qualità, diversi i modi di fare birra, diverse anche le logiche distributive, il raggio di mercato e i luoghi e i contesti deputati al consumo.

E inevitabilmente diversa è la passione che anima una produzione di tipo artigianale, accendendo gli stili di birra artigianale di aromi e suggestioni che non possono essere infusi a freddo in una dimensione produttiva industriale, che per prima cosa deve fare i conti con ritorni economici e logiche di mercato globali.

Ma insomma… che la coda di paglia e la paura siano palpabili nell’aria è inequivocabile… chi ha – tanta – paura delle craft beer? 😉

http://www.cronachedibirra.it/media-libri-e-pubblicazioni/11837/lultima-trovata-di-budweiser-uno-spot-per-infangare-il-mondo-della-birra-craft/

http://www.ilbirrafondaio.com/usa-le-birre-artigianali-vendono-piu-della-budweiser/

http://www.ilbirrafondaio.com/forbes-le-strategie-di-anheuser-busch-inbev-per-continuare-a-dominare-il-mercato/

INDIETRO